Vai al contenuto
Home » eWhoring e Dark Web: la truffa che non muore mai

eWhoring e Dark Web: la truffa che non muore mai

Quando la voglia spegne il cervello

Chiamiamola come va chiamata: eWhoring è una truffa vecchia, riciclata, e ancora dannatamente redditizia. Non perché i truffatori siano dei geni, ma perché trovano sempre lo stesso carburante: urgenza, solitudine, ego e segretezza. E quando la gente vuole “fare tutto di nascosto”, diventa più manovrabile. Fine.

Detto questo: sì, i truffatori sono feccia. Ma anche molte “vittime” non sono esattamente angioletti: se stai pagando per “contenuti” o “servizi” che puzzano di non-consenso, o stai inseguendo scorciatoie sporche, stai giocando in un campo minato. Poi non stupirti se salta in aria.

🕳️ Cos’è l’eWhoring, senza fuffa

In pratica: qualcuno si finge una persona reale (spesso usando materiale rubato), crea coinvolgimento, alza la temperatura e poi monetizza. Può essere “vendita” di foto/video, “chat private”, finti abbonamenti, oppure il classico “paga e sblocco”.

Il punto chiave è che non stai pagando pornografia: quella è ovunque. Stai pagando l’illusione di interazione. E questa illusione è il gancio perfetto per chi vive di manipolazione.

🧠 Perché ci cascano ancora

Perché la truffa è costruita su due cose che funzionano sempre:

  1. La fretta: tutto deve succedere “adesso”, prima che tu ragioni.
  2. La vergogna: se ti fregano, non denunci. Se ricattano, ti vergogni. E più ti vergogni, più sei controllabile.

E qui tiriamo leggermente le orecchie: se stai facendo cose che non vorresti spiegare a nessuno, stai già consegnando all’altra parte la leva migliore. Non è moralismo, è dinamica. Il cybercrime campa di leve.

🕸️ Il Dark Web non è il “luogo”, è la filiera

La parte visibile di eWhoring succede dove c’è gente: social, dating app, chat, piattaforme di messaggistica. Il Dark Web e l’underground entrano spesso dietro le quinte, come supply chain:

  • scambio di packs (foto/video rubati),
  • account pronti, profili “verosimili”, reputazione tra truffatori,
  • canali per monetizzare e sparire.

Quindi no: non è “il Dark Web ti adescaaa”. Il Dark Web spesso è il magazzino e la logistica.

🧪 Truffatori: il peggio del peggio (ma pure banali)

Il truffatore medio di eWhoring non è un hacker: è un venditore di fumo con un copione e un archivio di materiale rubato. Fa schifo perché:

È una truffa “industriale” perché è ripetibile: stesso script, stessi pattern, stessi pagamenti rapidi. Cambiano solo username e faccia.

🐔 Vittime: non umiliate, ma sveglia

Ora la parte che non piace leggere: molte vittime ci mettono del loro. Non “se lo meritano” — nessuno merita una truffa — però spesso si piazzano nella posizione ideale per essere spremute.

Esempi (senza fare i santi):

  • cerchi “privato”, “vietato”, “non tracciabile” e poi ti stupisci che dall’altra parte ci sia un truffatore;
  • vuoi tutto subito, zero verifiche, zero segnali d’allarme: stai letteralmente chiedendo di essere guidato;
  • paghi per “sbloccare” e credi alla promessa “poi ti mando tutto”: stai comprando fiducia da chi vive vendendo bugie.

La regola pratica è brutale ma vera: chi vuole la scorciatoia spesso trova la trappola.

🔥 Quando diventa ricatto: sextortion e “pagami o ti rovino”

L’eWhoring spesso resta frode. Ma a volte evolve: se ottengono materiale compromettente (vero o costruito), passano al ricatto. Qui cambia il gioco: non ti stanno più vendendo niente, ti stanno controllando.

E qui serve lucidità: pagare non “chiude la storia”. Spesso la apre, perché segnali che sei disposto a pagare ancora.

🚩 I segnali che si ripetono sempre

Non serve diventare paranoici, basta riconoscere i pattern ricorrenti: escalation troppo veloce, richieste di soldi “per sbloccare”, urgenza artificiale, spostamento su canali opachi, profili perfetti e incoerenti.

Se ti sembra tutto troppo facile e troppo “pronto”, non è fortuna: è un copione.

🛡️ Come non finire nel tritacarne (senza fare il monaco)

Non è una guida “morale”. È gestione del rischio.

  • Se vuoi interazioni intime online, fallo sapendo che la privacy è un’arma: tua e loro.
  • Se qualcosa ti chiede soldi “per sbloccare” o “per dimostrarti che è reale”, stai già nel funnel.
  • Se hai paura che qualcuno scopra, sei già sotto ricatto potenziale.

E soprattutto: occhio alla parte sporca che molti fingono di non vedere. Quando la filiera usa materiale rubato o non consensuale, non sei solo “cliente”: stai alimentando un mercato tossico. E quel mercato non ha nessuna ragione di trattarti bene.

🚨 Se ci sei cascato: taglia, blocca, segnala

Se sei dentro, la cosa più intelligente è ridurre l’esposizione e interrompere la leva: bloccare, mettere al sicuro account, non inseguire “l’accordo”, non pagare per “chiuderla”. Se ci sono minacce concrete, si tratta come estorsione, non come figuraccia.